Home office in soggiorno: idee per creare uno spazio di lavoro funzionale

A settembre riprende pienamente l’attività lavorativa: c’è chi torna in ufficio e chi continua a lavorare, almeno in parte, da casa. In questo secondo caso diventa importante avere una postazione comoda e ben organizzata. Quando non c’è una stanza da destinare allo studio, il soggiorno diventa spesso lo spazio più naturale in cui ricavare un home office. La difficoltà sta nel far convivere lavoro e vita domestica senza trasformare il living in un ufficio permanente e senza lasciare computer, documenti e cavi costantemente in vista.

Progettare un home office in soggiorno significa quindi trovare una soluzione che funzioni bene durante le ore di lavoro e che, una volta chiuso il computer, torni a integrarsi con discrezione nell’ambiente.

Prima della scrivania bisogna scegliere il punto giusto

Una nicchia, l’estremità di una parete attrezzata, lo spazio accanto a una libreria o una zona meno utilizzata del soggiorno possono diventare una postazione efficace. Prima di scegliere il mobile, però, conviene osservare luce naturale, passaggi e attività che normalmente si svolgono nella stanza.

Lavorare vicino a una finestra è piacevole, ma lo schermo dovrebbe essere disposto in modo da evitare riflessi e forti contrasti luminosi. Anche il passaggio alle spalle della seduta va considerato: in un living condiviso può diventare fastidioso durante videochiamate o periodi di maggiore concentrazione.

Quando lo spazio è poco, sfruttare una parete consente generalmente di interferire meno con i percorsi della stanza.

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Integrare l’home office nella parete del soggiorno

Una scrivania indipendente è la soluzione più immediata, ma non sempre quella più discreta. Se la postazione viene utilizzata frequentemente, può essere utile inserirla all’interno di un sistema che comprenda libreria, mensole e contenitori.

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Un piano scrittoio può proseguire una composizione sospesa oppure inserirsi tra moduli chiusi e vani a giorno. In questo modo la zona lavoro è armonizzata al resto del soggiorno e può sfruttare lo spazio verticale per libri e documenti.

Esistono anche contenitori trasformabili e piani apribili che permettono di far comparire la postazione quando serve. Sono particolarmente interessanti nei living piccoli o quando lo smart working occupa soltanto alcuni giorni della settimana.

Il contenimento fa la differenza quando il lavoro finisce

La possibilità di liberare velocemente il piano è uno degli aspetti più importanti di un home office condiviso con il soggiorno. Cassetti, ante e moduli chiusi permettono di riporre caricabatterie, cuffie, documenti e cancelleria evitando che la postazione rimanga visivamente operativa anche la sera.

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Per lo stesso motivo è utile progettare fin dall’inizio la posizione delle prese e il passaggio dei cavi. Una presa troppo distante dalla scrivania può obbligare a utilizzare prolunghe che attraversano il pavimento o rimangono in vista sulla parete.

Anche un piccolo vano dedicato alla tecnologia può migliorare molto l’ordine quotidiano.

Una luce dedicata rende più confortevole la postazione

L’illuminazione generale del soggiorno raramente è sufficiente per lavorare a lungo. Alla luce ambientale conviene affiancare una lampada orientabile da tavolo o da parete, scegliendo una posizione che illumini il piano senza creare riflessi sul monitor.

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Quando la scrivania è integrata in una libreria, è possibile valutare anche un’illuminazione incorporata nella composizione. Durante le ore di lavoro rende più leggibile la postazione; una volta terminata la giornata può contribuire alla luce d’ambiente del living.

Nel nostro lavoro consideriamo l’home office come parte del progetto complessivo del soggiorno. Dimensioni del piano, contenimento, posizione delle prese, illuminazione e finiture devono essere valutati insieme. Così la postazione rimane comoda quando serve e, nel resto della giornata, lascia che sia il soggiorno a tornare protagonista.

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